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IL GIOCO DEL PENACIO

 
A BREONIO ABBIAMO RISCOPERTO IL PIACERE PER UN PASSATEMPO ANTICO

 

Gioco semplice, come del resto estremamente elementare è l’attrezzatura necessaria per praticarlo.

 


 

Due giocatori palleggiano un penacio impugnando una batarela, ossia una rudimentale racchetta costruita con un asse di legno ed avente una estremità assottigliata per facilitarne l’impugnatura. Le dimensioni della batarela non sono importanti, ogni giocatore costruisce la propria. Ovviamente una racchetta larga permetterà di colpire il penacio più agevolmente ma per contro sarà più pesante e difficile da maneggiare. Il penacio invece è costruito con un tappo di sughero o un cilindretto di legno del diametro di circa 2 cm. Una delle estremità, quella destinata ad essere colpita, risulta arrotondata, mentre l’altra ospita dei forellini nei quali sono infilate 3 o 4 piume d’ala di gallina. Queste ultime servono per far capovolgere il penacio una volta colpito e per garantirne una direzione uniforme durante il volo.
 

 

 

Il gioco ricorda senza dubbio il più conosciuto <<volano>>, al quale si attribuiscono origini antichissime (si sostiene infatti che i cinesi lo conoscessero già dai primi anni dell’era cristiana e che i romani lo chiamassero “palla regalata”), o il rinomato <<badminton>> inglese, importato dall’India in Gran Bretagna nella stessa epoca del tennis, ossia alla fine dell’ottocento.

Non è da escludere quindi che il penacio possa derivare dai due appena menzionati, anche se in esso si possono ravvisare adattamenti semplificativi (specie nei più rudimentali strumenti di gioco) a causa, probabilmente, delle povere condizioni di vita… e di gioco dalle nostre parti ad inizio ‘900 e nei successivi difficili periodi di guerra.

Nel paesino di Breonio si è sempre visto praticare questo gioco come puro passatempo, senza il conteggio dei punti. Si è comunque deciso di definire una sorta di regolamento che ci permetta di renderlo agonistico nel rispetto dei caratteri tradizionali tramandati nel tempo qui da noi.

 

 

Ancora oggi molti nonni che abitano in paese lo ricordano con nostalgia, praticato ovunque nei cortili, nei prati, lungo le strette strade del paesino...